Esiste l’olio extra vergine di prima spremitura?

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Prima spremitura a freddo, seconda spremitura, olio della sansa di oliva… oggi sono tanti gli argomenti di discussione. Vediamo di fare un pò di chiarezza sull’argomento.

L’olio extravergine: eccellenza tutta italiana

L’olio extra vergine di oliva è sicuramente una delle eccellenze italiane. La produzione d’olio, infatti, è una delle più antiche e più diffuse tradizioni agroalimentari di tutto il bacino del Mediterraneo avendo dalla sua parte, un clima perfetto che favorisce raccolti di frutti di alta qualità. Basti pensare che, alcune tipologie di olio, come ad esempio la variante di olio pugliese, è considerato un prodotto pregiato, famoso in tutto il mondo per la sua qualità. Un’eccellenza quindi tutta italiana.

Una volta appurato che l’olio extra vergine di oliva è strettamente correlato con la terra di provenienza e con il clima che ne consegue, la sua lavorazione è altrettanto fondamentale per la riuscita di un prodotto di alta qualità e che rispetti tutti i parametri essenziali ad un olio che sia effettivamente extra vergine e qualitativamente soddisfacente. Tanti sono i dibattiti in merito a questa tradizione nostrana che si vede spesso messa a repentaglio, nonché fraintesa a causa di disinformazione e di dati considerati scontati e che invece sono importantissimi e sono alla base della produzione di questo prodotto.

Prima spremitura a freddo, seconda spremitura, olio della sansa di oliva… oggi sono tanti gli argomenti di discussione. Vediamo di fare un pò di chiarezza a riguardo.

La prima spremitura tra mito e realtà olio

Alcuni prodotti italiani sono stati snobbati in quanto, degli acquirenti turisti stranieri, a causa di una cattiva informazione e una cattiva reputazione italiana in campo europeo in merito alla prima spremitura. Chiedendo se un certo tipo di olio pugliese fosse di prima spremitura, i turisti hanno messo in risalto un fattore allarmante: quanto poco si conosca l’olio di oliva e la sua lavorazione.

L’olio di prima spremitura, oggi, non esiste. Si tratta di un procedimento che avveniva un tempo, senza l’ausilio di macchinari. Oggi, questa tipologia di produzione, non viene quasi più applicata in quanto costosa e molto più lenta. Ovviamente, la tradizionale spremitura, considerata primaria, era una spremitura a freddo e consentiva di lasciare praticamente inalterate tutte le proprietà benefiche e le sostanze nutritive dell’oliva, con un risultato dall’alto tasso qualitativo e, ovviamente, più sano e naturale. La spremitura, dunque, viene effettuata tutta tramite alcuni tipi di macchinari appositi. Se la si voglia o no considerare una prima spremitura è un fattore meramente personale, a propria discrezione.

Esiste una seconda spremitura in realtà, ed è forse questo che va a definire il primo passaggio al macchinario come prima spremitura. La seconda spremitura si propone come una spremitura extra della sansa di olive che, nonostante venga precedentemente lavorata, può ancora far ricavare almeno un 10% di prodotto. La lavorazione di questo scarto, però, avviene per mezzo di solventi chimici i quali producono dell’olio non commestibile: è solo attraverso un trattamento chimico di raffinazione che si ricava l’olio di sansa d’oliva modificato e dato come commestibile. Insomma, oggi le insidie nel mondo dell’olio sono davvero tante ed il dibattito è acceso. Ciò che però è sicuramente ben chiaro è che, per quanto sia difficile, è preferibile rivolgersi a chi utilizza metodi naturali e tradizionali per la produzione di questo bene così prezioso che è l’olio di oliva, una nostra eccellenza che va preservata e promossa nel modo corretto.

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