L’olio extra vergine 100% italiano

L'olio Pugliese: extra vergine 100% italiano

Il consumatore italiano è esigente, alla ricerca del prodotto 100% Made in Italy. Ma come è possibile rilanciare la vendita del nostro oro verde?

Il made in Italy non è sostenuto da una adeguata politica di valorizzazione e di caratterizzazione. Si rischia così di disperdere l’enorme potenziale del prodotto italiano che ha un indubbio appeal sul mercato ma non riesce a farsi riconoscere in termini equi di prezzo e di conseguente redditività per le imprese agricole. Nello stesso mondo industriale e presso alcune insegne della gdo sta emergendo una nuova sensibilità per un posizionamento diverso dell’autentico prodotto made in Italy.

Per questo è importante e prioritario rilanciare la vendita dell’olio extra vergine made in Italy, in vista della nuova campagna, una forte e coerente strategia di segmentazione dell’olio extravergine made in Italy garantendo qualità, tracciabilità e comunicazione del prodotto.

Per quanto riguarda la qualità è indispensabile introdurre nei parametri di valutazione non solo coefficienti più restrittivi e più consoni alle caratteristiche nazionali degli oli extravergini, ma soprattutto note sensoriali che escludano categoricamente quegli aromi tipicamente spagnoli fin troppo presenti in tante bottiglie di presunto made in Italy.

La tracciabilità può garantire un sistema più efficace per confermare l’effettiva origine italiana al di là delle vaghe documentazioni spesso esibite dagli operatori della trasformazione e in particolar modo quelle legate all’olio introdotto nel nostro Paese grazie ai Tpa (i certificati di traffico di perfezionamento attivo). Da questo punto di vista è importante mantenere elevata la soglia di allerta con controlli mirati ed efficaci unificando il lavoro degli organismi di controllo dai Nas agli Icq Rf, dalla Guardia di finanza alle dogane.

Uno strumento utile per il rilancio della vendita dell’olio extra vergine made in Italy sul mercato è rappresentato da un’efficace attuazione del piano olivicolo nazionale nato qualche giorno fa ma privo di due elementi essenziali: obbiettivi prioritari e dote finanziaria. Eppure le risorse ci sono perché solo una piccola parte del budget a suo tempo stanziato per le campagne di comunicazione televisiva è stato utilizzato.

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