Nell’olio d’oliva la molecola contro il diabete: la scoperta dei ricercatori de La Sapienza

Un gruppo di ricerca dell’Università “La Sapienza” ha scoperto nell’Olio Extravergine di Oliva il componente responsabile della diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue post-prandiale. Lo studio è stato pubblicato sul British Journal Clinical Pharmacology. Uno studio che apre nuove strade alla lotta contro il diabete. Scopriamo com’è stata condotto la ricerca e quali frutti ha portato!

Una molecola: una vera e propria cura naturale

Sembra che la lotta contro il diabete abbia un alleato generalmente presente sulle nostre tavole: l’olio d’oliva, che sembra contenere una molecola che rappresenta una vera e propria cura naturale per la malattia.
Lo dice una ricerca condotta dall‘Università La Sapienza di Roma, appena pubblicato sulla rivista scientifica “British Journal Clinical Pharmacology”.

La molecola salvavita si chiama Oleuropeina ed è capace di ridurre il glucosio ematico post-prandiale, ovvero il tasso di zuccheri del sangue dopo il pasto.
Il diabete, oltre ad essere una patologia invalidante, cronica e diffusissima, è la principale causa di infarto del miocardio e di ictus: solo due anni fa si sono superati i 3 milioni di casi ed il numero di pazienti diabetici salirà di molto nei prossimi anni.

La ricerca è volta a seguire ogni strada possibile per limitare i danni della diffusione della patologia e la recente scoperta è fondamentale per la cura. E’ molto importante anticipare il picco glicemico derivante dall’assunzione di cibo, in quanto la glicemia alta spinge la secrezione di insulina, ma un sovrastimolo dell’ormone pancreatico determina la manifestazione del diabete.

Già da tempo il team di ricercatori capitanati da Violi studiava l’azione dell’olio d’oliva, ma finora non era riuscito ad isolare la molecola responsabile dei benefici.
Cosa che è accaduta adesso!

L’azione dell’oleuropeina è simile a quella dei farmaci antidiabetici di ultima generazione, le incretine, che sono ormoni prodotti dal comparto gastrointestinale e deputati al controllo glicemico.
Molto probabilmente la molecola dell’olio induce le ghiandole dell’apparato intestinale a produrre una maggiore quantità di questi ormoni, ottenendo come risultato una diminuzione della glicemia post-prandiale.

Olio Evo Vs Diabete: una scoperta tutta Italiana

Eat well, stay well.

Questo è il manifesto della Dieta Mediterranea, il modello nutrizionale che ha ricevuto il riconoscimento di “patrimonio orale e immateriale dell’umanità” per i benefici positivi che ha sulla salute. Ad oggi sempre più studi seguono direzioni specifiche con l’obiettivo di verificare come alcune componenti alimentari siano in grado di prevenire determinate patologie e aumentare la qualità e la durata della vita.

In un precedente studio il gruppo guidato da Francesco Violi del Dipartimento di Medicina interna e specialità mediche de “La Sapienza”, ha dimostrato che l’assunzione di 10 g. di olio extravergine di oliva durante i pasti era in grado di ridurre di 20 mg la glicemia post-prandiale.

Dalla ricerca era emerso che l’extravergine di oliva si comporta come un antidiabetico con un meccanismo affine ai farmaci di nuova generazione, cioè le incretine, gli ormoni naturali prodotti a livello gastrointestinale che riducono il livello della glicemia nel sangue. L’assunzione di Olio Evo si associa, infatti, a un aumento nel sangue delle incretine.

Non era stata ancora individuata la componente dell’olio responsabile di questo benefico effetto.

Un nuovo passo in avanti arriva dallo stesso team di ricerca de “La Sapienza”, che ha individuato nell’oleuropeina il componente specifico dell’olio di oliva capace di limitare la glicemia post-prandiale. Lo studio è pubblicato sulla rivista British Journal Clinical Pharmacology.

Il diabete – spiega Francesco Violi – è una delle principali cause di infarto del miocardio ed ictus. Nel 2016 i casi dichiarati di diabete in Italia hanno superato 3.000.000 e questo numero crescerà nei prossimi anni considerando la progressiva tendenza all’aumento della malattia nella nostra popolazione

La prevenzione del diabete e delle conseguenze a livello di arterie si svolge soprattutto durante i pasti, in quanto l’aumento della glicemia post-prandiale stimola la produzione di insulina, cosa che, nel tempo, facilita la comparsa del diabete, nei soggetti predisposti.

Lo studio è stato effettuato su un campione di soggetti sani, ai quali sono stati somministrati 20 mg di oleuropeina o placebo durante un pasto tipico della cucina italiana. La ricerca ha dimostrato una riduzione importante della glicemia, a due ore dal pasto, solo quando i pazienti assumevano 20 mg di oleuropeina. Interessante era il fatto che, a due ore dal pasto, i pazienti presentavano gli stessi livelli glicemici che avevano prima di assumere il cibo.

Questa ricerca apre nuove prospettive per combattere il diabete anche con sostanze naturali come l’oleuropeina, che è presente non solo nell’olio ma anche nelle foglie dell’ulivo.

Inoltre i dati sulle oscillazioni di glucosio e colesterolo – conclude Violi – permettono di comprendere come l’assunzione di olio di oliva nella dieta possa prevenire complicanze cardiovascolari e arteriosclerosi. Numerosi studi infatti, hanno dimostrato che i picchi post-prandiali di glucosio e colesterolo sono potenzialmente dannosi nei pazienti a rischio di complicanze aterosclerotiche; ridurne, pertanto, l’entità potrebbe apportare benefici nella cura dell’arteriosclerosi e delle sue complicanze come infarto e ictus”.

Una scoperta tutta italiana che fa dell’Olio Evo un alleato contro il Diabete!

A cura di Anna Angeloro.
Appassionata di scrittura, laureata in lettere e beni culturali.

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