L’Olio Extravergine d’Oliva ha una scadenza?

L’Olio Extra Vergine ha un tempo minimo di conservazione, ovvero un periodo di tempo nel quale le sue proprietà organolettiche, che sono quelle da cui dipendono il suo gusto, la sua unicità e la sua autenticità, rimangono inalterate. Ma entro quanto va consumato l’olio di oliva?

Entro quanto tempo va consumato l’olio Evo?

La tradizione mediterranea è ricca di prodotti eccezionali dal punto di vista del gusto e della nutrizione, alimenti preziosi, che valorizzano i piatti che scegliamo di preparare e che fanno bene al nostro organismo, preservando più a lungo il nostro benessere e la nostra salute. Uno di questi è l’Olio Extravergine d’Oliva pugliese, quest’olio possiede delle peculiarità che lo rendono davvero speciale e proprio per questo è amato in tutta Italia e in tutto il mondo.

Ma l’olio extravergine d’oliva, così buono e così salutare, ha una scadenza? Entro quanto va consumato?

L’Olio Extra Vergine ha un tempo minimo di conservazione, ovvero un periodo di tempo nel quale le sue proprietà organolettiche, che sono quelle da cui dipendono il suo gusto, la sua unicità e la sua autenticità, rimangono inalterate. Questo dato di solito viene riportato in etichetta ed è uno dei dettagli a cui dobbiamo fare più caso.

E’ consigliabile consumare l’olio extravergine entro 18 mesi dalla data di imbottigliamento.

Oltre il tempo minimo di conservazione l’olio “potrebbe” essere ancora consumato in completa sicurezza, senza danni alla nostra salute. Tutto dipende dalla conservazione!

E’ anche una questione di polifenoli

Ma fa male consumare dell’olio extravergine d’oliva vecchio? La risposta è: dipende! Se sulla confezione del prodotto è presente una data di scadenza è meglio consumare l’olio entro quel termine.

E’ possibile andare oltre i 18 mesi? Un elemento determinante dell’allungamento dei tempi di conservazione è la carica polifenolica presente nell’olio extravergine. Più un olio ne contiene più a lungo nel tempo potrà essere consumato. L’amaro e il piccante rappresentano, ad esempio, due caretteristiche degustative che determinano la presenza o meno di polifenoli.

E’ bene ricordarsi che quanto detto vale per gli oli di buona qualità, da produzione artigianale o di non dubbia provenienza. Per quanto riguarda gli oli industriali presenti nei supermercati, spesso di qualità incerta, è meglio rispettare la data di scadenza.

E tu riesci a rispettare la scadenza dell’olio e a conservarlo nel modo giusto?

A cura della redazione di Olio Cristofaro

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