L’elemento che contraddistingue la dieta mediterranea dalle altre è la presenza di olio di oliva che si conferma un alimento funzionale sia dal punto di vista genetico che per la prevenzione di patologie oncologiche e metaboliche. Ma qual’è il suo ruolo all’interno della genetica e dei nutrienti? Scopriamolo insieme!

Il forte legame tra cibo e geni

L’AIRC (Associazione italiano ricerca sul cancro), grazie ad alcuni studi, ha stimato come un terzo dei tumori nasce proprio a tavola.
Chi di noi non ha mai detto: “E’ già tutto scritto nel nostre DNA”? Ma sappiamo bene che non è il nostro patrimonio genetico a definire quale sarà il nostro destino in relazione alla qualità della vita, alla salute e alle malattie che potrebbero colpirci.
Allora qual’è il suo compito? Il nostro patrimonio genetico è uno degli “ingredienti” che determina il nostro futuro ma dall’altra parte c’è l’ambiente e la somma di tutto ciò che mangiamo e che respiriamo.

Negli ultimi 10 anni il nostro aspetto di vita ha influenzato di molto il legame tra geni e cibo tanto da permettere la creazione di una nuova disciplina scientifica: la Nutrigenomica.

L’obiettivo che si è prefissata è quello di identificare interventi nutrizionali che in una successiva fare permetterebbe al medico di creare un’apposita dieta personalizzata così da prevenire la comparsa di malattie e mantiene il nostro corpo in salute.
Studia, quindi, il ruolo che hanno i nutrienti e i componenti attivi del cibo in base ai nostri geni.

L’obesità, la sedentarietà e i diversi scompensi alimentari, portano ad un grave aumento del rischio di sviluppare tumori e quindi ad una rapina mortalità.
Esistono ben 13 tumori legati all’obesità: esofago, colon, mammella, fegato, pancreas. Senza escludere il dato negativo di complicanze chirurgiche e risposte negative alla chemioterapia (soprattutto nei pazienti obesi).

Uno stile di vita sano ed una dieta variegata sono essenziali ed importanti per il nostro organismo grazie alle sostanze nutritive utili che apportano tanto da bloccare lo sviluppo di malattie nelle prime fasi della patologia.

Una dieta ricca di carboidrati e povera di attività fisica, che brucia i grassi, porta all’insorgenza di patologie gravi come la Sindrome Metabolica, patologia gravissima per il nostro cuore. Porta a:

  • Steatoepatite
  • Calcoli della colecisti
  • Aumento dell’uricemia
  • Sindrome delle apnee istruttive notturne
  • Sindrome dell’ovaio politeistico
  • Disfunzioni sessuali
  • Rischiosi trombosi e neoplasie

Chi aderisce alla Dieta Mediterranea può proteggersi dal rischio di patologie cardiovascolari e del cancro.

Uno studio condotto dall’EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and nutrition) ha studiato il ruolo della dieta nello sviluppo di patologie come appunto i tumori. Ha dimostrato come una dieta opera di sodio e ricca di potassio riduce la pressione arteriosa oppure una dieta rica di fibre protegge dai tumori al colon-retto.

Uno studio condotto da ricercatori spagnoli, ha analizzato l’insorgenza di tumori al senno nelle donne (età compresa tra i 60 e gli 80 anni) dimostrando che tutte quelle che si erano sottoposte ad una dieta di tipo mediterraneo, avevano meno possibilità di contrarre il tumore. In particolare, quelle che avevano seguito una dieta mediterranea ricca di Olio Evo erano ancora meno soggette a questo sviluppo.

Cereali, frutta, verdura, semi, olio extravergine di oliva, pesce, carne bianca, legumi, uova, latticini, vino rosso e tanto altro ancora, è tutto ciò che fa della dieta mediterranea il nostro regime alimentare.
Grazie all’elevato contenuto di grassi insaturi, fibre, vitamine e oligoelementi, ha un importante potere anti-infiammatorio e anti-ossidante.

Olio Evo come alimento principe della Dieta Mediterranea

L’Olio di oliva è uno dei principali componenti della Dieta Mediterranea considerato funzionale proprio perché svolge un’azione benefica per il nostro organismo.
Il premio più ambito, dato da FDA (Food and Drug Administration), che ha ricevuto è quello di “farmaco” per la prevenzione di infarti e malattie legate al cuore.

Questa agenzia americana ha stilato una guida su come somministrarlo:

  • Assumerne ogni giorno (non oltre i 12/18 mesi dall’estrazione)
  • 2 cucchiai (tanto da permettere la diminuzione dei trigliceridi nel sangue)
  • Conservato ad una temperatura tra i 14° e i 18° in contenitori scuri

L’olio di oliva è caratterizzato dalla presenza di acidi grassi monoinsaturi e da suoi costituenti minori, ha un’azione antiossidante e protettiva delle membrane cellulari. Costituenti minori definiti polifenoli.

Grazie al connubio tra acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3 è un ottimo alleato nella prevenzione del tumore all’intestino.

Uno studio condotto dal gruppo del professor Antonio Moschetta a Bari, ha dimostrato che in assenza di acido oleico all’interno della dieta e in condizioni di poca produzione endogena, si sviluppano infiammazioni a intestinali possono portare allo sviluppo di neoplasie.
Il professor Moschetta così afferma:

“La nostra unità di ricerca si occupa in particolare di conoscere le vie del metabolismo del tumore, come il tumore vive, qual è la sua benzina, qual è la sua energia. Il nostro gruppo di ricerca studia la relazione tra i nutrienti e il nostro DNA, come un determinato alimento ci cambia, come accende e spegne i nostri geni e come un determinato nutriente ha la capacità di cambiare la nostra energia e modificare la benzina che la cellula tumorale usa per proliferare o per bloccarsi.”

I protagonisti dello studio sono due varietà pugliesi di oliva: Coratina e Peranzana. Il presupposto iniziale era quello di identificare un target ideale di olio di oliva e di scegliere quale fosse il migliore per il nostro organismo.
Ma cosa è stato scoperto? La risposta a questa domanda è sorprendente perché si è evidenziato come ogni Olio Evo monovarietale è specifico ed unico nel suo genere tanto da “accendere” – come affermato dal professor Moschetta – gene precisi nel nostro organismo.
Nello specifico, ogni tipo di olio dovrebbe essere considerato un alimento completamente diverse e differente da un altro.
Afferma il professor Moschetta:

“E’ possibile prevedere che in un prossimo futuro ogni ristoratore dovrà avere, insieme alla carta dei vini, anche quella degli oli, e che la scelta di questi ultimi sarà basata non solo sul gusto e ma anche sulle proprietà nutrigenomiche.”

La Nutrigenomica, ultima frontiera delle scienze dell’alimentazione, ci ha condotti in questo nuovo viaggio che ha visto di nuovo l’olio di oliva come ingrediente fondamentale della Dieta Mediterranea. Studi che hanno affermato come il cibo regola l’espressione genetica tanto da diventarne una forma di prevenzione. e forse chissà…un giorno troveremo sulle tavole di tutti i ristoranti una “carta dell’olio” che ci permetterà di scoprire come anche i nostri geni amano “cibarsi di olio di oliva”.

Cosa ne pensi di questa nuova rivelazione sull’olio di oliva? Raccontacelo!

A cura di Anna Angeloro.
Appassionata di scrittura, laureata in lettere e beni culturali.

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