miglior olio extra vergine italiano

Il miglior olio extra vergine italiano? Ecco i sistemi di qualità per produrlo e garantirlo!

Nel vasto panorama delle politiche aziendali i concetti di “qualità” hanno assunto un’importanza strategica per tutte quelle imprese che operano nei mercati sempre più caratterizzati dalla crescente globalizzazione dei gusti del consumatore. In particolare rilievo si pone il mercato dell’olio extra vergine di oliva.

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L’internazionalizzazione della competitività produttiva dell’olio extra vergine ha reso la qualità un fattore strategico, non solo per la crescita dell’azienda olivicola, ma anche per l’indotto economico e la struttura produttiva del territorio.

Ma quali sono i sistemi di qualità che le aziende olivicole dovrebbero adottare per produrre il miglior olio di oliva italiano? Chi può produrlo? Le regole che le aziende addette ai lavori dovrebbero adottare non sono poche e neanche semplici. Vediamole.

Obiettivi prioritari per garantire la qualità dell’olio extra vergine di oliva

Gli obiettivi prioritari che s’intendono raggiungere attraverso l’adozione dei sistemi di qualità sono i seguenti:

  • migliorare l’organizzazione aziendale attraverso la razionalizzazione dei processi produttivi delle aziende olivicole;
  • accrescere la competitività dell’azienda nei mercati per la commercializzazione dell’olio;
  • incrementare il valore aggiunto, attraverso l’abbattimento dei costi di produzione e il raggiungimento di un livello di efficienza nel processo produttivo dell’olio;
  • individuare i bisogni dei consumatori (olio biologico o convenzionale?) fornendo un prodotto che soddisfi le esigenze presenti o emergenti del mercato;
  • attuare una politica di valorizzazione, qualificazione e promozione del prodotto (fiere, Internet) attraverso un sistema di garanzia trasparente a tutela dei consumatori (certificazioni olio);
  • raggiungere un elevato know how tecnico e commerciale attraverso una serie di attività orientate alla presentazione e promozione dell’olio extravergine.

Il concetto di qualità dell’olio extravergine è un obiettivo “strategico” che può essere conseguito mediante due strumenti essenziali, complementari e sinergici:

  • l’ottimizzazione dei prodotti e dei processi, con l’ausilio della ricerca e dell’innovazione tecnologica;
  • l’adeguata gestione e controllo di tutte le attività correlate con la produzione dell’olio.

La qualità deve essere assicurata al “mercato” mediante dimostrazione della conformità ai requisiti applicabili non solo per gli aspetti di natura “esterna” all’organizzazione, ma anche di carattere “interno”.

Quali sono le forme primarie che assicurano la qualità dell’olio?

Le esigenze che la qualità è chiamata a soddisfare per la produzione del miglior olio extra vergine possono essere:

  • di carattere “primario”, connesse con la tutela della salute delle persone;
  • di natura “accessoria”, relative allo sviluppo del sistema economico ed al benessere della società.

Se da un lato l’assicurazione di conformità alle regole tecniche garantisce solo il rispetto dei requisiti essenziali e rappresenta un livello primario di assicurazione della qualità, l’assicurazione di conformità alle norme tecniche fornisce garanzie più ampie in merito alla capacità di soddisfacimento dei bisogni e rappresenta un livello di qualità “superiore”.

In tale contesto di riferimento, due sono le forme primarie di assicurazione della qualità:

  • certificazione dell’olio extra vergine;
  • certificazione del sistema di produzione.

Nota – Questo articolo è stato pubblicato (quasi) integralmente (con variazioni e aggiunte di riferimenti all’olio extra vergine) come contributo esterno “L’ulivo, l’olio e la Daunia – Un percorso di Qualità”. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Olio Cristofaro.

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