Storia dell’olio d’oliva: origini e diffusione

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La storia dell’olio d’oliva inizia molto probabilmente nell’Asia Minore. Il riferimento all’olivo è contenuto già nel vecchio testamento, infatti, la colomba porta a Noè dal monte Ararat un ramoscello d’olivo, ma come veniva usato anticamente l’olio d’oliva?

Come veniva usato anticamente l’olio di oliva

Le zone dove l’olio d’oliva veniva maggiormente prodotto erano quelle della Magna Grecia, qui l’olio veniva utilizzato non solo in cucina, ma anche per il bagno, per il gioco e durante i funerali. Ecco perché i produttori di olio erano ben ripagati per le fatiche necessarie alla coltivazione di olivi. La leggenda vuole addirittura che il primo albero d’oliva sia stato piantato da Atena. L’olivo era considerato un albero sacro simbolo di pace e forza. Nel mondo greco le olive venivano raccolte a diversa maturazione in base allo scopo per il quale si voleva utilizzare il prodotto finito, ma colpisce la cura con cui si procedeva alla raccolta che doveva essere a mano staccando delicatamente l’olivo dal ramo.
Per quanto riguarda l’Italia sembra certo che già nel periodo Mesolitico in Italia vi fossero olivi, ma sembra che in questo periodo ancora non fossero state realmente capite le qualità di questo prezioso albero. È però difficile capire quando inizia la coltivazione e lo sfruttamento dei frutti. Sembra certo che tra l’ VIII e il VII secolo A.C l’olivo fosse coltivato e quindi utilizzato come albero da frutto. L’introduzione della coltivazione viene fatta risalire ai greci, ma sembra che le tecniche di spremitura e coltivazione siano tipiche dei Romani, insomma una storia affinata nel tempo e portata quasi alla perfezione. Dopo la caduta dell’Impero Romano la produzione diminuisce per poi riprendere anche con nuove varietà dal dodicesimo secolo d.C.

Storia dell’olio di oliva pugliese

Tra le zone d’Italia in cui vi è una maggiore produzione di olio d’oliva, e soprattutto olio extravergine di eccellente qualità, vi è la Puglia e in particolare la zona del foggiano dove vi è una ricca produzione soprattutto di olive Peranzane.
In Puglia vi sono testimonianze che fanno pensare ad un iniziale uso dell’olio di oliva non solo per curare la pelle ma anche per alimentare le lampade. La storia dell’olio d’oliva pugliese nel tempo si evolve e arrivano diverse tipologie di olive che trovano in questa regione un microclima favorevole a produzioni di qualità e proprio per questo l’olio pugliese è richiesto in tutto il mondo. Fu proprio l’abbondanza di produzione della zona a portare i monaci Basiliani ad incrementare la coltivazione in Puglia. Sono ancora reperibili le autorizzazioni reali del 1371 per l’attracco di navi che dovevano trasportare olio d’oliva in otri di pelli di capre. Di fronte alla crescente domanda da parte dei Paesi Europei crescono anche le coltivazioni. Nel quattrocento, infatti, i frati Cistercensi e Olivetani iniziano a coltivare e innestare gli olivastri cresciuti spontaneamente. La Puglia continua nel tempo a contraddistinguersi per la qualità, al punto che già nel 1700 l’olio pugliese viene distinto dagli altri oli, l’olio prodotto in Puglia era utilizzato a fini alimentari, mentre gli altri oli denominati “di Levante” erano usati per l’illuminazione, per lubrificare le prime macchine e per lavare la lana.

Nel tempo non è venuta meno la qualità e proprio per questo l’olio pugliese continua ad essere richiesto in tutto il mondo.

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