In provincia di Foggia quest'anno si raccoglie circa il 40% di olive in meno rispetto alla scorsa campagna. Eppure, da Taranto al Gargano, chi lavora nei frantoi racconta una delle annate più interessanti per qualità degli ultimi anni: olive sane, poca mosca olearia, oli dalle prime indicazioni ottime. Due notizie opposte, nate dalla stessa stagione.
In breve
- La produzione di olive 2026 cala in gran parte della Puglia: Foggia e Taranto circa -40%, Brindisi oltre -40%, Gargano circa -30%, Bari e BAT circa -20% (Coldiretti Puglia, 18/09/2026).
- Il Salento leccese va in controtendenza, con una stima di circa +60%, grazie ai nuovi impianti piantati dopo la Xylella.
- Il calo è legato all'alternanza produttiva naturale dell'ulivo, aggravata da caldo prolungato e siccità.
- La scarsa presenza di mosca olearia lascia prevedere olive più sane e oli con minori difetti.
- Le giacenze di olio in Puglia ammontano a 60.897 tonnellate, un dato che alimenta l'attenzione sul rischio di olio straniero venduto come italiano.
Quanto è calata la produzione di olive in Puglia nel 2026?
Il calo non è uniforme sul territorio pugliese. Secondo le stime di Coldiretti Puglia diffuse il 18 settembre 2026 e riportate da Telenorba, la produzione 2026 scende di circa il 40% a Foggia e a Taranto, di oltre il 40% a Brindisi, di circa il 30% sul Gargano e di circa il 20% nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Si tratta delle prime stime di avvio campagna, diffuse all'apertura della raccolta nelle diverse aree della regione.
Il quadro cambia completamente nel Salento leccese, dove la produzione è attesa in crescita di circa il 60%. È l'unica provincia pugliese in controtendenza rispetto al resto della regione, e il motivo ha una storia precisa che vale la pena raccontare a parte.
Perché quest'anno le olive sono così poche?
La causa principale indicata da Coldiretti Puglia è quella che in agricoltura si chiama "annata di scarica": l'ulivo, per sua natura, alterna annate di produzione abbondante ad annate di produzione ridotta, un ciclo fisiologico della pianta che si ripete in modo pressoché costante. Il 2026 arriva dopo un'annata più generosa, ed era quindi atteso un calo fisiologico.
A questo si sono aggiunti fattori climatici ed economici che le stime di Coldiretti Puglia segnalano esplicitamente: caldo prolungato, siccità e l'aumento dei costi di gestione degli uliveti. La combinazione tra il ciclo naturale della pianta e condizioni climatiche sfavorevoli spiega perché il calo di quest'anno sia stato più marcato in alcune aree, come Brindisi, rispetto ad altre.
Per chi vuole approfondire il meccanismo dell'alternanza produttiva, è un tema che riguarda la biologia stessa dell'ulivo più che l'annata in sé: la pianta "recupera" energia dopo un anno di forte produzione, e questo si traduce in una resa minore l'anno successivo, indipendentemente dal clima.
Perché un'annata con meno olive può dare un olio migliore?
Uno dei fattori più citati da chi lavora nei frantoi pugliesi in questa campagna è la scarsa presenza di mosca olearia, l'insetto che rappresenta una delle minacce più diffuse per la qualità delle olive. La mosca depone le uova nel frutto; la larva che si sviluppa al suo interno scava gallerie nella polpa, favorendo l'ingresso di aria e di microrganismi che innescano processi di fermentazione e ossidazione. Il risultato, quando l'infestazione è diffusa, sono oli con acidità più alta e difetti organolettici più marcati.
Quest'anno, secondo le prime indicazioni riportate da Coldiretti Puglia, la presenza dell'insetto è stata contenuta e le olive si presentano sane. Questo non garantisce automaticamente un olio di qualità superiore — che dipende anche da come e quando le olive vengono raccolte e lavorate — ma riduce uno dei principali fattori di rischio per l'acidità e per i difetti al gusto e all'olfatto. È per questo che, nonostante i numeri in calo, le prime indicazioni sulla qualità dell'annata 2026 vengono definite ottime.
Il paradosso del Salento: più olive dove tutto sembrava perduto
Il Salento leccese è l'area dove dodici anni fa è stata osservata per la prima volta la Xylella fastidiosa, il batterio che ha compromesso gran parte del patrimonio olivicolo storico della zona. Proprio in questo territorio, oggi, la produzione cresce di circa il 60% rispetto all'anno precedente.
La spiegazione indicata da Coldiretti Puglia è duplice: da un lato i nuovi impianti messi a dimora dopo l'emergenza Xylella stanno entrando in piena produzione; dall'altro le cultivar resistenti al batterio, scelte proprio per sostituire gli ulivi colpiti, stanno dando rese significative. È un capitolo che meriterebbe un racconto a parte, e che troveremo modo di approfondire in uno dei prossimi articoli di questa serie dedicata alla Puglia olivicola.
Cosa aspettarsi dall'olio nuovo di quest'anno
In un'annata di scarica con olive sane e poca mosca olearia, è lecito aspettarsi un olio con un profilo organolettico pulito, senza i difetti tipici legati a infestazioni o a olive danneggiate. Non si tratta di una promessa di qualità superiore in senso assoluto, né di un dato sanitario: sono considerazioni legate alla salute del frutto al momento della raccolta, che incidono sulla resa in frantoio e sulle caratteristiche sensoriali dell'olio, come raccontato anche nell'approfondimento su qualità dell'olio extravergine di oliva.
Il gusto finale di un olio dipende da molte variabili — cultivar, momento della raccolta, metodo di spremitura, tempi di confezionamento — e le prime indicazioni di campagna raccontano solo una parte della storia. Chi vuole farsi un'idea precisa dovrà aspettare l'assaggio dell'olio nuovo.
La raccolta di Olio Cristofaro a Torremaggiore
Olio Cristofaro coltiva un uliveto di circa 1.100 alberi su circa 7 ettari a Torremaggiore, in provincia di Foggia, con un'unica cultivar: la Peranzana, varietà tipica dell'Alto Tavoliere delle Puglie. La raccolta e la spremitura si svolgono tra ottobre e novembre; per la Peranzana, nell'area della Daunia, il periodo migliore va dai primi giorni di novembre fino alla prima metà di dicembre, quando le olive raggiungono la fase ottimale di invaiatura e offrono il miglior equilibrio tra quantità e qualità dell'olio. Tutto l'olio viene confezionato in frantoio appena dopo la spremitura, senza passaggi intermedi in serbatoio, per mantenere intatti aromi e caratteristiche dell'olio appena franto.
Cosa cambia quest'anno per chi acquista l'olio nuovo
Con una produzione pugliese in calo in gran parte delle province, come documentato da Coldiretti Puglia, è ragionevole attendersi quantità più contenute anche a livello locale. Per questo motivo l'olio nuovo di Olio Cristofaro verrà spedito in ordine di prenotazione, mano a mano che la spremitura procede. Chi desidera essere tra i primi a ricevere l'olio della nuova annata può prenotarlo in anticipo attraverso la pagina dedicata alla prenotazione dell'olio nuovo 2026, oppure contattare direttamente l'azienda tramite la pagina contatti per informazioni su disponibilità e tempi di consegna.
Domande frequenti
Perché quest'anno in Puglia ci sono meno olive?
Secondo le stime di Coldiretti Puglia del 18 settembre 2026, il calo è legato principalmente all'annata di scarica, il ciclo naturale di alternanza produttiva dell'ulivo, aggravato da caldo prolungato, siccità e aumento dei costi di gestione.
La scarsa produzione significa un olio di qualità inferiore?
No, è vero il contrario secondo le prime indicazioni di campagna: la scarsa presenza di mosca olearia ha lasciato le olive sane, un fattore che riduce il rischio di difetti e di acidità elevata nell'olio.
Perché nel Salento la produzione è aumentata mentre nel resto della Puglia è calata?
Nel Salento leccese la produzione cresce di circa il 60% grazie ai nuovi impianti messi a dimora dopo l'emergenza Xylella e alle rese delle cultivar resistenti al batterio, in un'area che dodici anni fa è stata tra le prime colpite dall'epidemia.
Quando sarà disponibile l'olio nuovo di Olio Cristofaro?
La raccolta e la spremitura della Peranzana avvengono tra i primi di novembre e la prima metà di dicembre; l'olio viene confezionato in frantoio subito dopo la spremitura e spedito in ordine di prenotazione.
Fonti
- Coldiretti Puglia, stime del 18 settembre 2026, riportate da Telenorba: Puglia, al via la campagna olivicola: produzione giù fino a oltre il 40%, ma la qualità è ottima