I nuovi consumatori: le donne e i giovani
Bisogna riconoscere, senza alcun dubbio, che l'immagine del consumatore-tipo, nel corso del tempo è molto cambiata! Negli anni del boom economico immediatamente successivi al secondo dopoguerra è il maschio, adulto, padre di famiglia, l'unico autorizzato a effettuare acquisti importanti e a supervisionare quelli quotidiani, l'unico ad avere libero accesso al budget di casa.
Oggi abbiamo detto addio al consumatore-capofamiglia per aprire le porte a nuove tipologie di acquirenti: alle donne, tanto per cominciare, con l'affermazione della propria emancipazione e soprattutto, con il progressivo ingresso nel mondo del lavoro ma anche ai giovani, i nuovi protagonisti dello shopping online e ai consumatori evoluti, sempre più informati, attenti alla propria salute e oculati nelle proprie scelte!
Occhio alle etichette: ecco cosa leggere!
Non sappiamo a quale tipologia di consumatore tu appartenga, tralasciando le questioni di genere. Se vaghi tra gli scaffali reali o virtuali di un supermercato, confuso e disorientato oppure sei iperinformato, scaltro combinatore di canali d'acquisto diversificati, attento non solo al prezzo, o amante di consumi salutistici, la nostra parola d'ordine è sempre la stessa: occhio alle etichette! In particolar modo a quelle apposte sui prodotti agroalimentari e nello specifico, sulle bottiglie di olio extravergine d'oliva.
Vuoi imparare a riconoscere un ottimo olio extravergine a partire dall'etichetta? Inizia con l'applicare queste semplici regole d'oro, che ritrovi anche nella normativa sull'etichettatura dell'olio extravergine:
- Ti sembrerà banale ma guarda se sull'etichetta compare la scritta "olio extravergine d'oliva", seguita da aggettivi caratterizzanti come denocciolato, fruttato e dolce, oppure piccante e leggero.
- Identifica l'azienda: se la dicitura indica "frantoio oleario" sarai sicuro di acquistare direttamente dal produttore, mentre se si specifica "ditta" o "oleificio" l'azienda si occuperà soltanto di commercializzare l'olio.
- Guarda se compare la scritta DOP o IGP, oppure "prodotto in Italia da olive coltivate in Italia". Queste diciture riguardano la designazione di origine del prodotto.
- Guarda la campagna di produzione, che deve essere quella dell'annata di molitura delle olive in corso.
- Guarda la data di scadenza, obbligatoria per tutte le aziende, e la data di confezionamento, facoltativa.
- Guarda i parametri chimici, come l'acidità e il numero dei perossidi: identificano nel dettaglio la qualità del prodotto.
- Guarda se sono riportate le diciture facoltative UNI EN ISO: la 9001 riguarda la certificazione aziendale, la 14001 quella ambientale.
- Un'ulteriore certificazione importante è quella di prodotto, con la quale ci si assicura che le caratteristiche riportate sull'etichetta corrispondano esattamente al contenuto della bottiglia — è quanto garantisce la certificazione di prodotto dell'olio extra vergine.
- Guarda se sull'etichetta è riportata la varietà delle olive impiegata, che ne designa l'origine geografica e territoriale.
- Guarda la scritta che identifica il confezionamento: "prodotto e confezionato" garantisce che l'olio sia stato realizzato interamente dalla stessa azienda, diversamente può indicare che l'olio sia stato solo confezionato ma non prodotto dalla stessa.
Acronimi DOP ed IGP per l'olio evo: significato
In Italia vengono commercializzate, ogni anno, tonnellate di olio di qualità eccellente, migliaia i produttori a cui viene riconosciuto il lavoro, gestito da rigorose regole di produzione. Organismi di controllo indipendenti, tutela e protezione nei riguardi dei consumatori da parte delle istituzioni italiane ed europee, garanzie sulla provenienza delle materie prime, protezione contro le numerosissime contraffazioni: questo è il mondo delle DOP e delle IGP, denominazioni nate in Europa nel 1992, una realtà di cui sempre più consumatori si sono accorti, preferendo la garanzia e la qualità di un olio certificato. Oli che fanno la differenza!
Sai però cosa significano queste sigle? Niente paura, te lo diciamo noi.
DOP (Denominazione di Origine Protetta)
Distingue specialità agroalimentari il cui processo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, deve avvenire totalmente in un'area geografica ben delimitata, e quindi non riproducibile al di fuori della stessa. In altre parole, l'olio di oliva DOP deve essere fatto con olive prodotte e trasformate nella zona riconosciuta. Assoluta importanza acquista l'ambiente geografico di produzione, che deve comprendere sia fattori naturali che umani — conoscenze e tecniche locali — con i quali si ottiene un prodotto unico e inimitabile. Per capire meglio di cosa si tratta puoi leggere cosa vuol dire olio di oliva DOP.
IGP (Indicazione Geografica Protetta)
Distingue specialità agroalimentari caratterizzate dal fatto che una o più fasi significative del processo produttivo — non tutte come previsto per la DOP — si svolgono in una determinata area geografica. È il caso, ad esempio, dello Speck dell'Alto Adige, la cui carne può provenire da suini di tutta Europa. Come per il marchio DOP, anche i produttori IGP devono attenersi a regole rigide, il cui rispetto è garantito da un organismo indipendente di controllo.
Il disciplinare di produzione per DOP e IGP
L'olivicoltore la cui azienda si trova in un territorio che ha ottenuto il riconoscimento DOP e che intende commercializzare la propria produzione con tale marchio, deve attenersi a uno specifico disciplinare di produzione e sottostare al controllo di un Ente di Certificazione indipendente, appositamente incaricato e riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Il disciplinare di produzione contiene tutte le norme di coltivazione dell'oliveto, dalla raccolta al confezionamento dell'olio, che devono essere rigorosamente rispettate per ottenere il marchio. Ottenuta la denominazione, essa è periodicamente soggetta a diversi controlli di conformità da parte di un Ente di certificazione, il Consorzio di tutela, che vigila sulla commercializzazione dei prodotti tutelati dalla denominazione di origine protetta.
Olio extravergine DOP e IGP in Italia
Ad oggi, gli unici oli d'oliva italiani che hanno ottenuto il riconoscimento IGP sono quelli Toscano e Pugliese, mentre esistono in Italia numerosi oli EVO a marchio DOP. In Europa l'Italia domina la classifica con 43 DOP e 2 IGP, seguono a dovuta distanza la Grecia con 27 e la Spagna con 26 riconoscimenti.
Il primato nazionale spetta alla Sicilia con 6 denominazioni, seguita da Puglia e Campania con 5, da Toscana e Lazio con 4 e da Calabria e Abruzzo con 3 riconoscimenti.
Denominazioni geografiche e conseguenti vantaggi
I marchi DOP e IGP, istituiti con il Reg. CEE 2018/92 e recentemente sostituiti dal Reg. CE 510/2006, sono uno strumento che l'UE ha messo a disposizione delle imprese agroalimentari per tutelare e differenziare le produzioni "tipiche", le cui qualità sono strettamente connesse al territorio di appartenenza. I vantaggi legati a questo tipo di tutela sono essenzialmente quattro:
- il crescente interesse dei consumatori verso i prodotti tipici, considerati normalmente più genuini e salutari rispetto a prodotti di sconosciuta identità;
- l'utilizzo di tali marchi da parte delle imprese come strumento di differenziazione qualitativa per sfuggire alla concorrenza sui costi di produzione;
- l'acquisizione di un'elevata reputazione, che tutela dalle imitazioni e fornisce ai consumatori un'informazione corretta e leale;
- un conseguente sviluppo rurale del territorio di appartenenza, per mantenere vive culture e tradizioni e garantire visibilità ad aree che diversamente rimarrebbero sconosciute a molti.
"Non solo canta il vino, anche l'olio canta, vive in noi con la sua luce matura e fra i beni della terra faccio mia, o Olio, la tua inesauribile pace, la tua essenza verde, il tuo ricolmo tesoro che discende dalle sorgenti dell'ulivo." Pablo Neruda
Hai ancora dubbi riguardo al significato di questi due acronimi? Chi vuole approfondire ulteriormente il tema delle denominazioni può leggere anche la differenza tra olio monovarietale e blend o scoprire cosa si intende per olio di oliva blend: due concetti che, insieme a DOP e IGP, aiutano a leggere un'etichetta con maggiore consapevolezza.