${""}
Prevenzione in campo

Un insetto di sei millimetri: cosa facciamo ogni primavera contro la sputacchina

Entro il 15 aprile, in 49 comuni pugliesi, chi possiede o conduce un terreno ha l'obbligo di lavorarlo: ecco perché, e cosa c'entra con la Xylella fastidiosa.

Entro il 15 aprile, in 49 comuni pugliesi, chi possiede o conduce un terreno — coltivato o incolto — ha l'obbligo di lavorarlo superficialmente. Non è un'operazione legata alla raccolta delle olive: serve a eliminare le larve di un insetto di pochi millimetri, la sputacchina, che da adulto trasporta il batterio della Xylella fastidiosa da pianta a pianta.

In breve

  • La sputacchina (Philaenus spumarius) è il principale insetto vettore della Xylella fastidiosa in Puglia: si nutre della linfa delle piante e la contamina spostandosi da una vegetazione all'altra.
  • Le larve vivono nel terreno, tra le erbe spontanee, in primavera; l'adulto, che vola e può raggiungere gli ulivi, compare in estate.
  • La determina regionale n. 47/2025, nell'ambito del Piano d'azione 2024-2026, impone in 49 comuni la lavorazione del terreno (aratura, fresatura, erpicatura o trinciatura) entro il 15 aprile nelle zone sotto i 200 metri di altitudine.
  • Fino al 30 aprile 2025 il terreno deve restare privo di erbe o con un cotico erboso sotto i 10 centimetri di altezza.
  • I controlli sono affidati all'Osservatorio fitosanitario regionale, anche con il supporto dei Carabinieri Forestali e di rilievi aerofotogrammetrici.

Perché bisogna lavorare il terreno per fermare un insetto che vola sugli ulivi?

Si lavora il terreno in primavera perché è lì, e non sugli alberi, che la sputacchina trascorre la prima parte della sua vita. Secondo il Piano d'azione della Regione Puglia per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa, l'insetto si nutre della linfa delle piante e agisce da vettore del batterio, trasportandolo da una pianta infetta a una sana durante i suoi spostamenti (Regione Puglia, Piano d'azione contro la Xylella fastidiosa).

Il punto chiave è il momento in cui intervenire. Le larve della sputacchina si sviluppano nel terreno, protette dall'umidità delle erbe spontanee e del cotico erboso, prima di raggiungere lo stadio adulto. È in questa fase giovanile, quando l'insetto non può ancora volare né nutrirsi sulle piante arboree, che un intervento meccanico sul terreno — e non un trattamento sulle chiome — ha senso agronomico. Solo più avanti, in estate, gli adulti si spostano sulla vegetazione arborea, compresi gli ulivi, portando con sé il rischio di trasmissione del batterio.

Agire sul terreno in primavera significa quindi colpire l'insetto quando è più vulnerabile e prima che diventi un vettore mobile capace di raggiungere le chiome degli alberi.

Cosa impone esattamente la Regione Puglia nel 2025?

La Regione Puglia ha reso obbligatoria, con la determina n. 47/2025 e nell'ambito del Piano d'azione 2024-2026, la lavorazione superficiale del terreno in 49 comuni, da completare entro il 15 aprile nelle aree sotto i 200 metri di altitudine (fonte: Olivo e Olio, 2 aprile 2025).

Le operazioni ammesse sono quattro, tutte finalizzate a eliminare il cotico erboso e, con esso, l'habitat larvale dell'insetto:

OperazioneEffetto
AraturaRivolta il terreno in profondità, eliminando le erbe spontanee
FresaturaSminuzza il terreno e la vegetazione superficiale
ErpicaturaSmuove lo strato superficiale senza rivoltarlo in profondità
TrinciaturaTaglia e sminuzza l'erba lasciandola sul terreno

Oltre alla lavorazione, la norma fissa un secondo vincolo temporale: fino al 30 aprile 2025 il terreno deve restare privo di erbe oppure mantenere un cotico erboso con un'altezza inferiore ai 10 centimetri.

Chi è tenuto a rispettare questi obblighi? Non solo chi coltiva olivi. La norma si applica a proprietari e conduttori di terreni agricoli e anche di superfici non coltivate, perché la sputacchina non distingue tra un oliveto e un incolto: le erbe spontanee di un terreno abbandonato possono ospitare le larve esattamente come quelle di un campo coltivato.

Chi controlla il rispetto di queste scadenze?

Il rispetto delle misure è verificato dall'Osservatorio fitosanitario regionale, che si avvale della collaborazione dei Carabinieri Forestali e di rilievi aerofotogrammetrici per individuare i terreni non lavorati nei tempi previsti (fonte: Olivo e Olio, 2 aprile 2025). L'uso di immagini aeree consente di controllare anche superfici estese o difficilmente raggiungibili con sopralluoghi a terra, comprese le aree incolte che altrimenti sfuggirebbero a un controllo capillare.

Va precisato che le scadenze indicate riguardano la campagna 2025 nei comuni individuati dalla determina regionale: non tutti i comuni pugliesi rientrano in questo elenco, e le date possono essere soggette ad aggiornamenti nelle annualità successive del Piano d'azione 2024-2026, secondo comunicazioni della Regione Puglia.

Perché conviene distinguere tra larva e adulto della sputacchina?

Conoscere le due fasi della vita dell'insetto aiuta a capire perché un intervento fatto nel momento sbagliato serve a poco. Nella fase larvale, quella primaverile, l'insetto vive nel terreno e si può raggiungere solo lavorando il suolo o eliminando il cotico erboso che lo ospita. Nella fase adulta, quella estiva, l'insetto è mobile, vola e si sposta sulla vegetazione arborea: a quel punto la lavorazione del terreno non ha più lo stesso effetto, perché l'insetto ha già lasciato il suolo.

Questa distinzione spiega perché la finestra temporale indicata dalla Regione — entro il 15 aprile per la lavorazione, entro il 30 aprile per il controllo dell'altezza dell'erba — non è arbitraria: coincide con il periodo in cui le larve sono ancora presenti nel terreno e quindi raggiungibili.

Perché la prevenzione territoriale riguarda anche chi acquista olio?

Un territorio che applica con continuità le misure di prevenzione contro il vettore della Xylella è un territorio che lavora per continuare a produrre olive e olio nel tempo. La sputacchina, da sola, non danneggia le piante in modo significativo: il problema nasce quando diventa il mezzo di trasporto di un batterio capace di compromettere la salute degli ulivi. Per questo le misure di lavorazione del terreno, pur sembrando un adempimento tecnico lontano dal prodotto finale, fanno parte della stessa catena che porta, mesi dopo, alla raccolta delle olive e alla spremitura dell'olio.

Per chi coltiva ulivi nel Tavoliere, come in molte altre aree della Puglia, la prevenzione primaverile si inserisce in un insieme più ampio di scelte agronomiche quotidiane: la gestione del terreno, il monitoraggio delle condizioni dell'oliveto, l'attenzione alle fasi vegetative delle piante. Chi vuole approfondire il legame tra queste pratiche di campo e la qualità dell'olio può leggere anche l'articolo La coltivazione della pianta dell'ulivo, che descrive potatura, alternanza di produzione e sistemi di allevamento, o il contenuto dedicato alla mosca dell'ulivo, un'altra avversità che richiede interventi mirati e tempestivi.

Domande frequenti

Entro quando va lavorato il terreno contro la sputacchina e chi è obbligato a farlo?

Nel 2025, nei 49 comuni individuati dalla determina regionale n. 47/2025, la lavorazione superficiale del terreno va completata entro il 15 aprile nelle zone sotto i 200 metri di altitudine. L'obbligo riguarda proprietari e conduttori sia di terreni agricoli sia di superfici non coltivate.

Qual è la differenza tra larva e adulto della sputacchina, e perché conta per la prevenzione?

La larva vive nel terreno, protetta dalle erbe spontanee, ed è il bersaglio delle lavorazioni primaverili. L'adulto, che compare in estate, vola e si sposta sulla vegetazione arborea, compresi gli ulivi, diventando il vettore effettivo del batterio della Xylella fastidiosa.

Chi controlla che gli agricoltori rispettino le scadenze regionali?

Il controllo è affidato all'Osservatorio fitosanitario regionale, che opera con il supporto dei Carabinieri Forestali e di rilievi aerofotogrammetrici per verificare lo stato dei terreni anche su superfici estese o incolte.

Perché le misure contro la sputacchina riguardano anche terreni non coltivati a ulivo?

Perché le larve dell'insetto si sviluppano nelle erbe spontanee indipendentemente dalla coltura presente: un terreno incolto può ospitarle allo stesso modo di un oliveto, ed è per questo che l'obbligo di lavorazione si estende anche alle superfici non coltivate.

Fonti

  • Regione Puglia, Piano d'azione per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa — regione.puglia.it
  • Olivo e Olio, Lotta obbligatoria allo stadio giovanile del vettore di Xylella: modalità e scadenze, 2 aprile 2025 — olivoeolio.edagricole.it

Ogni primavera, tra i nostri ulivi, la prevenzione comincia dal terreno. Ve lo raccontiamo anche negli altri articoli del blog di Olio Cristofaro, dove torniamo spesso sulle pratiche che accompagnano la coltivazione della Peranzana a Torremaggiore.

Potrebbero interessarti