C'è ancora una scarsa cultura sull'argomento e non tutti conoscono la reale differenza tra olio extravergine, olio di oliva e olio vergine. Proviamo a fare un po' di chiarezza. Sai già quali caratteristiche deve avere un buon olio extravergine?
Qual è la differenza tra olio extravergine e olio d'oliva?
C'è solo un fattore che li accomuna: la produzione dalla spremitura delle olive. La vera differenza tra i diversi tipi di olio in commercio sta nel grado di acidità e nelle qualità organolettiche.
Un olio extravergine di oliva ha un livello di acidità che è al di sotto dello 0,8% (0,8 grammi per 100 grammi) e viene estratto unicamente tramite strumenti meccanici a freddo con temperature che non sono superiori ai 27 gradi.
L'olio di oliva, invece, è una miscela composta da un olio raffinato (ottenuto con sostanze chimiche) e vergine. In questo caso il livello di acidità non deve essere superiore all'1% (1 grammo per 100 grammi).
A livello di gusto l'olio extravergine d'oliva ha un sapore sicuramente più intenso, definito, ricco, che richiama il gusto delle olive, mentre l'olio d'oliva ha un sapore meno definito, più piatto. Per l'utilizzo di olio a crudo su insalate e per il condimento di pietanze, si consiglia di utilizzare esclusivamente l'olio extravergine.
Qual è la differenza tra olio extravergine e olio vergine?
Anche queste due tipologie di oli hanno un fattore che li accomuna: entrambi sono estratti dalla prima spremitura delle olive utilizzando procedimenti meccanici.
Anche in questo caso, la differenza risiede nelle qualità organolettiche e nella percentuale di acidità. Per l'olio extravergine, sappiamo che il limite è fissato a 0,8 grammi per 100 grammi; per l'olio vergine invece il tetto massimo è del 2% (2 grammi per 100 grammi), secondo la classificazione dell'olio in base all'acidità.
Perché diffidare da oli a basso costo?
Fondamentale per un buon olio extravergine resta comunque la qualità del frutto che viene utilizzato: l'oliva. A seconda del tipo di olio che si vuole produrre, l'oliva deve essere colta nel momento giusto: per un fruttato intenso è necessario, ad esempio, che l'oliva venga raccolta verde nel mese di ottobre. Ovviamente cultivar di olive diverse produrranno oli dalle proprietà organolettiche differenti.
Ma come riconoscere un olio di qualità? Prima di tutto è importante diffidare da oli con un costo troppo basso, in quanto spesso non sono oli extravergine autentici e sicuramente hanno subito processi di raffinazione. Vale la pena approfondire il tema delle frodi sull'olio e la differenza con l'olio di semi, per imparare a riconoscere un'etichetta poco chiara.
Sempre meglio acquistare olio extravergine direttamente in frantoio o da aziende familiari piuttosto che dagli scaffali del supermercato. Il vero olio extravergine d'oliva ha un profumo gradevole, un gusto intenso e corposo e spesso comunica al nostro palato una sensazione amarognola e piccantina — tra le caratteristiche che definiscono la qualità dell'olio extravergine.
Un altro aspetto è l'etichetta: sapevi che è importante saper leggere e interpretare la data di scadenza?
Vale la pena dedicare qualche minuto a capire come si legge la data di scadenza in etichetta, perché spesso è proprio lì che si nascondono le informazioni più utili per non sbagliare acquisto.
E tu, quale tipo di olio consumi?
A cura della redazione di Olio Cristofaro
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