L'olio di oliva è uno degli alimenti più sani che esistono e proprio per questo viene consigliato durante la gravidanza, l'allattamento e nella fase di svezzamento del neonato. Ma perché quando una futura mamma sente parlare di toxoplasmosi si spaventa? Di cosa parliamo? Qual è la relazione che intercorre tra olio di oliva e toxoplasmosi? Scopriamolo insieme.

Cos'è la toxoplasmosi e come si trasmette

Il Toxoplasma gondii è un parassita che può colpire sia gli animali che l'uomo stesso. Nel suo mirino spesso ci finiscono mammiferi, uccelli, rettili e molluschi, ma solo nei felini completa il suo ciclo vitale, tanto da diventare pericolosissimo.

La toxoplasmosi non è altro che una patologia che ha origine dall'infezione da Toxoplasma. Nelle persone sane, questa malattia è asintomatica o si manifesta con semplicissimi sintomi influenzali. La persona che contrae la malattia non si accorge di quello che sta accadendo, ma può avvertire diversi malesseri, come qualche linea di febbre, un po' di stanchezza, ingrossamento dei linfonodi alla base del cranio.

Solitamente ciò che porta alla trasmissione di questa malattia è:

  • contatto con il suolo o con le feci di gatto durante attività di giardinaggio o di pulizia
  • frutta e verdura crude non lavate a dovere
  • consumo di carne cruda o poco cotta
  • carni affumicate
  • salumi o insaccati poco stagionati
  • pesce crudo

In Europa è stimato che circa il 50-80% della popolazione sia entrato in contatto con il parassita. Una stima che ogni anno, però, cala sempre di più per diversi fattori: il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie degli allevamenti intensivi e un'alimentazione più attenta a certi dettagli.

Il rischio in gravidanza

Ma per coloro che sono debilitati, e soprattutto per le donne in gravidanza, la toxoplasmosi può portare a gravi conseguenze:

  • Aborto
  • Malformazioni
  • Gravi lesioni cerebrali al feto

Nelle donne in gravidanza scatena il suo lato più aggressivo: il parassita è in grado di attraversare la placenta e infettare il piccolo. Ecco perché l'attenzione all'alimentazione durante i nove mesi, e successivamente durante lo svezzamento del neonato, diventa così importante.

I grassi essenziali nella dieta della mamma

A proposito di alimentazione, diversi studi condotti hanno dimostrato come i grassi siano assolutamente essenziali per la salute della mamma e per il corretto sviluppo del piccolo. Danno energia, ma non solo: sono importantissimi per la dieta di entrambi.

Ed è per questo che l'olio di oliva è il condimento più consigliato. Oltre alla quantità, è essenziale preferire la qualità del prodotto che la mamma e il suo bambino dovranno utilizzare. L'olio di oliva, rispetto agli altri oli, contiene sostanze particolari che altri oli non hanno:

  • polifenoli
  • tocoferoli
  • fitosteroli
  • caroteni
  • diversi altri aromi

Grazie a queste sostanze, e al tipo di grasso a cui appartengono, l'olio di oliva è un ottimo ingrediente che permette di contrastare l'accumulo di colesterolo LDL, dannoso per l'organismo, svolgendo un ruolo preventivo nei confronti dell'arteriosclerosi e delle malattie cardiovascolari.

I benefici per la mamma

Per la mamma l'olio d'oliva si rivela ancora più prezioso perché svolge azioni che mirano a:

  • Combattere i radicali liberi
  • Contrastare la stitichezza
  • Facilitare la digestione
  • Mantenere toniche le pareti dei vasi sanguigni
  • Stimolare la formazione del tessuto osseo, grazie all'acido oleico

Quale olio scegliere

Senz'altro quello Extravergine. Non subisce trattamenti di raffinazione, si forma già alla prima spremitura, che avviene a freddo (estrazione a basse temperature in modo da non ossidare l'olio) ed è definito DOP, ovvero garantisce la provenienza da un territorio preciso.

L'olio di oliva è uno degli alimenti più digeribili e, favorendo una buona digestione, è considerato il principe delle nostre cucine. È ricco di acido linoleico, una sostanza che stimola la funzionalità della cistifellea, gioca un ruolo fondamentale in caso di colesterolo alto ed è ottimo amico del sistema cardiocircolatorio.

È ricco di Vitamina E, un importante antiossidante che favorisce il rinnovamento cellulare e previene anche la comparsa di patologie legate alla degenerazione cellulare, come il morbo di Alzheimer.

Ed è proprio la Vitamina E presente nell'olio di oliva l'elemento importantissimo nel processo di formazione delle ossa del neonato: ecco perché l'olio di oliva è consigliato anche nella fase dello svezzamento come prevenzione all'osteoporosi.

Nessun pericolo per il feto

Non c'è pericolo, quindi, che dall'olio di oliva il feto possa essere colpito da toxoplasmosi. Non è tra gli alimenti che portano con sé uno dei problemi più gravi che possano colpire il nostro bambino.

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Olio Cristofaro
Anna Angeloro
Appassionata di scrittura, laureata in lettere e beni culturali

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