L'Olio di Colza nemico delle nostre tavole

L'olio di colza viene estratto dai semi dell'omonima pianta ed è un olio vegetale molto dibattuto, soprattutto in Italia che lo elimina o tende a farlo dall'alimentazione domestica, cosa che non avviene con olii di altre origini vegetali.

È un prodotto utilizzato in diversi ambiti ed il suo valore di mercato è molto buono ma nel settore alimentare è oggetto di numerose critiche e controversie proprio a causa dell'acido erucico. Ed è proprio questo il grande problema. L'acido erucico è stato oggetto di studi nel corso degli anni '70 quando diverse ricerche scientifiche condotte su giovani animali mammiferi ne sancirono la tossicità a dosaggi alti. Nello specifico venne dimostrato come questo fosse cardiotossico proprio a causa di un aumento di depositi lipidici nel cuore.

Un impiego industriale prima che alimentare

Un po' come l'olio di palma, quello di colza è stato per lungo tempo, e lo è ancora, al centro di dibattiti che dividono l'opinione pubblica. Fa male oppure no? Nell'industria alimentare, soprattutto in Germania, Francia, Belgio, Olanda, Pianura padana, Canada e Cina, è un ingrediente abbastanza utilizzato. Nel 2010 la produzione di olio di colza era, su scala globale, seconda solo all'olio di palma e a quello Extravergine di Oliva.

Anche se la composizione acidica è simile a quella dell'olio di oliva, è sempre stato usato per altri scopi al di fuori del campo alimentare:

  • Nel XII secolo veniva usato per illuminare le strade del Nord Europa
  • Nel 1800 come combustibile per le prime automobili (c'è chi ancora oggi ne propone l'uso per le moderne auto)

Per ovviare al problema relativo all'acido erucico è stato messo a punto l'olio di canola, con un contenuto di acido più basso rispetto a quello di colza.

OGM, api e il nodo genetico

Dobbiamo tener conto, però, di un aspetto importante in tutta questa vicenda: l'olio di colza proviene nella stragrande maggioranza dei casi da produzioni OGM. Questo è un forte punto a sfavore riguardo l'intera vicenda. È un prodotto geneticamente modificato ed è uno dei più presenti sul mercato, provocando però la morte di milioni e milioni di api a causa di un gene marcatore usato durante i trattamenti.

Gli oppositori, grazie alle loro numerose battaglie, ci hanno messo in allarme: questo gene si trasferisce nei batteri che colonizzano il sistema digerente delle api, alternando così la flora batterica e provocandone la morte.

Nel 2007 la CE (Commissione Europea) ha autorizzato due varietà di Colza OGM: una destinata all'alimentazione del bestiame e una per scopi industriali. Chi volesse approfondire il tema delle normative sulle coltivazioni può leggere la nostra pagina sull'agricoltura biologica e la relativa normativa, che spiega perché il biologico esclude per definizione l'impiego di sementi geneticamente modificate.

Dove si nasconde nell'industria alimentare

Molti sono gli alimenti in cui l'olio di colza è presente, e la maggior parte appartiene alla cerchia dei preconfezionati:

  • Salse dei fast-food
  • Biscotti
  • Brodi
  • Zuppe
  • Dolci
  • Creme spalmabili
  • Torte
  • Grissini
  • Piatti pronti surgelati
  • Conserve di pesce e ortaggi
  • Margarina

Spesso si nasconde dietro la dicitura "oli vegetali", come nel caso della margarina, o nel gergo più moderno coniato dal Canada, "canola oil". In Francia è possibile trovare tra gli scaffali dei supermercati prodotti alimentari che hanno sostituito l'olio di palma con quello di colza. In Germania, ad esempio, è un olio economico ed è impiegato nelle aziende alimentari per i cibi che richiedono oli vegetali, ma anche nel settore della ristorazione come olio di frittura.

Raffinazione contro spremitura a freddo

Rispetto al nostro Olio Extravergine di Oliva, l'olio di colza non è spremuto a freddo ma viene ottenuto tramite laboriosi processi di raffinazione con l'aiuto di coloranti e solventi. Viene addirittura decolorato e deodorizzato. È esattamente l'opposto di quanto avviene con un buon Extravergine, dove la qualità nasce dalla cura in ogni fase: dalla raccolta delle olive fino al confezionamento, come raccontiamo a proposito della lavorazione in frantoio e l'imbottigliamento del nostro olio.

Sulle etichette alimentari è molto difficile trovarne la dicitura esplicita. Se volete evitarlo, state molto attenti alla dicitura generale di "oli vegetali" sulle confezioni: è lì che si nasconde più spesso.

Diffidate da altri oli. Solo l'Evo è l'unico ad arricchire il nostro organismo e a mantenerlo in salute grazie alle sue caratteristiche e a quel pizzico di genuinità e gusto che non mancano mai.

Italia e Stati Uniti: due visioni opposte

In Italia e in tutta Europa il caso è preso con molta attenzione, mentre negli Stati Uniti il suo utilizzo come olio alimentare è quasi quotidiano. Ricordiamo che gli USA sono una popolazione a favore dell'uso dell'olio di colza: ritengono che questo sia ricco di Omega 3 con effetti antinfiammatori. Chi avrà ragione?

Beh, noi siamo convinti che l'unico olio al mondo sia l'Olio Extravergine di Oliva: nutraceutico, salutare, ottimo come condimento e buono su qualsiasi piatto. Chi è alle prime armi con l'argomento può partire dalla nostra guida su qualità dell'olio extravergine di oliva per capire quali parametri distinguono un vero Evo da un prodotto industriale.

Va detto che la confusione tra oli non riguarda solo la colza: anche sul confronto tra olio d'oliva e olio di semi si gioca spesso sull'ambiguità delle etichette, così come sul tema delle frodi legate all'olio e la loro differenza rispetto agli oli di semi, un fenomeno che il settore combatte da anni con analisi e certificazioni sempre più rigorose.

L'olio di colza fa male alla salute?

Il dibattito nasce dall'acido erucico, sostanza studiata negli anni '70 per la sua tossicità a dosaggi elevati sui mammiferi. Per limitare il problema è nato l'olio di canola, una variante a contenuto più basso di acido erucico rispetto alla colza originaria.

Come si riconosce l'olio di colza in etichetta?

Raramente è indicato per nome: la dicitura più diffusa è la generica "oli vegetali", presente in margarina, salse, biscotti, zuppe, creme spalmabili e piatti pronti surgelati.

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Anna Angeloro
Appassionata di scrittura, laureata in lettere e beni culturali.

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