Abitudini alimentari e dieta mediterranea

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La Dieta Mediterranea, con decisione unanime delle componenti, è entrata da qualche anno (2008) nel patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Una notizia del genere dovrebbe far particolarmente piacere, specialmente in periodi come quelli contemporanei, che vedono il proliferare delle diete più “insolite”: diete di ogni genere, che escludono i farinacei o indicano di mangiare solo frutta o solo proteine e così via. Prima di iniziare una dieta, o più in genere un cambiamento nelle proprie abitudini, conviene chiedersi se questi nuovi regimi alimentari potranno essere facilmente portati avanti nel luogo termine. Se così non fosse, spesso si finisce con il recuperare i chili persi, anche con gli interessi. Ad esempio, se la dieta alla moda impone ad esempio di eliminare del tutto o quasi i farinacei, si è destinati a non mantenere tale abitudine perché l’organismo ha le sue leggi che impongono una certa quota di carboidrati. In questo contesto di enorme disorientamento dei consumatori fa piacere riscontrare che, come per la laguna di Venezia, i trulli di Alberobello, il Machu Picchu, Notre Dame, la Statua della Libertà, la grande barriera corallina ed altri grandi tesori dell’intera Umanità, anche per la dieta mediterranea è stato finalmente riconosciuto l’alto valore storico rappresentato sia dal modello alimentare che dagli stili di vita, ai fini dei benefici per la salute dimostrati scientificamente.

Questo ha rappresentato un grande riconoscimento soprattutto per l’Italia, che è il Paese simbolo della cucina, dove è più radicata la cultura alimentare fondata sui principi della dieta mediterranea con primati raggiunti nelle principali produzioni a base di frutta, verdura e pasta. Senza considerare il posto d’onore nella Ue per vino e olio di oliva, dietro rispettivamente alla Francia e alla Spagna. La dieta mediterranea è infatti basata sul consumo di alimenti ricchi di fibre (cereali, legumi, frutta e verdura), di olio d’oliva, come grasso di condimento principale, di pesce azzurro ed è un alimentare riconosciuta come dieta sana e nutriente, utile per contrastare l’invecchiamento, l’obesità, molti tumori e malattie cardiovascolari.

Pane, pasta, frutta, verdura, olio extra vergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistar il record della longevità con una vita media di 77,2 anni per gli uomini e di 82,8 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. Ed inoltre di conquistare il primato dei meno grassi, con la migliore forma fisica tra tutti i cittadini europei. L’italiano con un’altezza di 1,681 metri è inferiore di soli un paio di centimetri alla media europea di 1,699, ma ha un peso di 68,7 chili nettamente inferiore alla dieta comunitaria di 72,2 chili che garantisce il primato nell’indice di massa corporea (peso/altezza) con 0,408 rispetto a 0,425, secondo l’ultima indagine Eurobarometro sulla salute e l’alimentazione della Commissione Europea.

Sebbene questi dati siano molto rassicuranti, un dato preoccupante in netta controtendenza è il numero dei bambini attorno ai dieci anni obesi o in sovrappeso, che ci vede al primo posto ma questa volta in negativo. Sono 36 su 100 in Italia. Una corretta educazione alimentare e una maggiore divulgazione della dieta mediterranea presso tutti i cittadini, effetti che dovrebbero conseguire al suo ingresso nel Patrimonio dell’Umanità, dovrebbe aiutare soprattutto le fasce più giovani a sposare uno stile alimentare sano senza cedere al fascino per niente salutare di fast food e junk food (“cibo spazzatura”).

Per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, della sindrome metabolica, dell’obesità e delle altre gravi malattie degenerative ad origine multifattoriale (tumori ed artrosi in primis) occorre mangiare bene usando cibi sani: è una delle prime strategie da mettere in atto.

Articolo scritto da Matteo Marolla, Medico

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