La commercializzazione e l’etichettatura degli oli di oliva

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Il consumatore deve essere sempre messo nelle condizioni di saper selezionare le indicazioni obbligatorie previste per legge, sempre ben evidenziate sull’etichetta, da quelle facoltative, che normalmente vengono riportate sulla seconda etichetta e che alcune volte possono influenzare le sue scelte.

Per “etichettatura” si intende l’insieme delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull’imballaggio, su un’etichetta, sul dispositivo di chiusura o su cartelli, anelli e/o fascette legati a prodotto medesimo.

Per “prodotto alimentare preconfezionato” si intende invece l’unità di vendita destinata al consumatore, costituita da un prodotto alimentare e dall’imballaggio in cui è stato immesso prima di essere posto in vendita, avvolta interamente o in parte da tale imballaggio ma comunque in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata.

Lo scopo di una confezione è fondamentalmente quello di contenere e proteggere il prodotto anche se, con l’allontanamento della distribuzione commerciale dai luoghi di produzione e la progressiva specializzazione del comparto vendite, la confezione ha assunto il ruolo di mezzo di comunicazione tra il contenuto e l’acquirente. Tuttavia, non sempre le indicazioni in etichetta aiutano il consumatore ad avere quelle indicazioni per meglio identificare qualità e virtù del prodotto, poiché alcune notizie riportate possono contribuire a dare un’immagine all’olio di olive non corrispondenti alla effettiva natura e origine del prodotto.

Il consumatore deve pertanto essere messo nelle condizioni di saper selezionare le indicazioni obbligatorie previste per legge, sempre ben evidenziate sull’etichetta, da quelle facoltative, che normalmente vengono riportate sulla seconda etichetta e che alcune volte possono influenzare le sue scelte. L’etichetta e le relative modalità di realizzazione non devono indurre all’errore l’acquirente, sia per quanto riguarda le caratteristiche stesse del prodotto, sia per l’attribuzione di effetti o proprietà che non possiede, sia per suggerimenti di caratteristiche esclusive e particolare che prodotti analoghi normalmente possiedono; tanto meno, ad eccezione di alcune tipologie di prodotti non si deve attribuire agli alimenti alcuna proprietà terapeutica nei confronti delle malattie umane.

In conclusione, l’etichetta ha un ruolo strategico per descrivere il contenuto al potenziale utilizzatore a tutela del consumatore, le caratteristiche generali di un’etichetta sono regolate dalla legislazione comunitaria e nazionale.

Tratto da L’ulivo, L’olio e la Daunia: un percorso di quaità

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2 commenti
    • oliocristofaro
      oliocristofaro dice:

      Ciao Elisa,
      la commercializzazione dell’olio extravergine è un’attività piuttosto complessa. Comincia con l’acquisire credibilità sul mercato attraverso certificazioni e riconoscimenti. Il passo successivo è analizzare il mercato: Italia o Estero? Ogni mercato ha ovviamente le sue implicazioni.

      Rispondi

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