cos'è l'olio di sansa e qual è il suo impiego?

Olio di sansa di oliva: cos’è e qual è il suo utilizzo?

In commercio esistono diversi tipi di olio di oliva la cui differenza dipende dalla coltivazione delle olive, dalla loro provenienza geografica, dalla lavorazione, dalla percentuale di acidità contenuta nell’olio. Tra gli oli troviamo l’Olio di Sansa di Oliva, vediamo quali sono le sue caratteristiche.

In base a determinati parametri chimici, l’olio di oliva si può classificare in Olio Extravergine di Oliva, con acidità inferiore allo 0.8%, Olio Vergine di Oliva con acidità fino al 2%. Se il grado di acidità supera questo limite, l’olio sarà classificato come Olio Lampante, così chiamato perché anticamente si usava come combustibile per le lampade ad olio, oggi si rende commestibile dopo diversi trattamenti e previa miscelazione con una percentuale di olio Vergine di oliva, quindi immesso nel mercato con la denominazione di Olio di oliva.
Tra gli scaffali dei supermercati troviamo un altro tipo di olio: l’Olio di Sansa di Oliva, vediamo quali sono le sue caratteristiche.

Cosa è l’olio di sansa e a cosa serve?

La sansa è una purea formata dai frammenti di nocciolino, sezioni di bucce, residui di polpa delle olive, che rimane dopo la spremitura delle olive per ricavarne l’Olio Extravergine e l’Olio Vergine di oliva.
Questo prodotto di scarto tuttavia è importante dal punto di vista agroalimentare perché contiene dal 3% al 6% del suo peso di olio, che viene estratto in appositi sansifici, grazie a particolari processi di pressatura e centrifugazione e l’impiego di solventi chimici come l’esano, con un processo molto simile alla produzione dell’olio di semi.
L’olio grezzo così ottenuto però non è ancora commestibile, occorre sottoporlo ad un processo di raffinazione e alla miscela con olio extravergine.
Tutte queste procedure sono a norma di legge e approvate dalla Comunità Europea, pertanto l’olio di sansa è da intendere semplicemente come derivato da un sottoprodotto dell’olio di oliva, commestibile e ricco di grassi monoinsaturi importanti per la salute dell’uomo.
La sua composizione è simile a quella dell’olio di oliva, ma presenta una maggior quantità di acido linoleico e un isomero trans dell’acido oleico, l’acido elaidinico, che si forma in seguito ai processi di rettifica del prodotto.
Oggi il mercato dell’olio di sansa è in crescita, favorito anche dal prezzo inferiore rispetto ad altri oli considerati al “top”, e alla luce delle sue proprietà da non sottovalutare: sebbene l’olio di sansa non abbia le caratteristiche nutritive dell’olio extravergine di oliva e non sia quindi molto adatto come condimento, si consiglia il suo uso in cucina per preparare pietanze che richiedono un olio più delicato, inoltre viene largamente usato per la preparazione di focacce e snak ed è ottimo per friggere.
Oltre che per scopi alimentari, l’olio di sansa è utilizzato nell’industria della cosmesi e, in campo energetico, per la produzione di biomasse.

L’olio di sansa di oliva fa male?

L’olio di sansa è un olio di oliva a tutti gli effetti, in vendita in Italia sin dagli anni venti, ottenuto non da “rifiuti” ma da un sottoprodotto utilizzato a scopo alimentare, estratto dalla sansa secondo procedure approvate dalle norme europee.
Il sospetto che l’olio di sansa di oliva possa fare male è legato alla procedura con cui viene estratto.
Infatti i più critici sostengono che tracce più o meno consistenti degli agenti chimici utilizzati durante la sua lavorazione possano essere contenuti nell’olio destinato alle nostre tavole, producendo effetti dannosi ai consumatori.
In realtà si tratta di sospetti infondati, come confermato anche da test condotti all’estero, infatti l’olio di sansa è un olio alimentare che possiede un’acidità inferiore all’ 1,5%, la cui composizione di acidi grassi è simile a quella dell’olio di oliva, non per niente proprio l’olio di sansa funge da “apripista” per l’olio extravergine di oliva verso i nuovi mercati, soprattutto asiatici, che non sono abituati ai sapori della dieta mediterranea e del suo principale condimento.

A sostegno della bontà dell’olio di sansa, visto come sottoprodotto della lavorazione delle olive, sicuramente da valorizzare, si è costituita la Federazione Europea dell’Olio di sansa e della Biomassa da olivo, con sede a Siviglia.
Della nuova Federazione fanno parte gli Stati europei maggiori produttori di olio: Italia, rappresentata da Michele Martucci, presidente di Assitol e vicepresidente della Federazione, la Spagna, il Portogallo e la Grecia.
L’olio di sansa è molto attenzionato dalla UE che sta investendo nella ricerca per potenziare l’utilizzo dei sottoprodotti alimentari.

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