meglio olio di oliva o olio di semi nei dolci?

Meglio usare l’olio d’oliva o l’olio di semi nei dolci?

Spessimo per le ricette di torte e altri dolci, viene consigliato l’uso dell’olio anzichè del burro per rendere l’impasto più leggero. Ma quale olio usare? Pare che la scelta sia determinata dal gusto più o meno gradevole che deriva dall’utilizzo di un olio piuttosto che di un’altro. La diatriba rimane tra quello di semi (girasole, arachidi, soia, riso) o quello extra vergine di oliva?

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La frittura non è sicuramente indicata per la cottura dei cibi, ma quale olio sarebbe meglio utilizzare per la nostra salute? In questo video intervista, offerto da Life 120, l’autore del best seller “Vivere 120 anni” Adriano Panzironi ci spiega le varie controindicazione degli olio oggi utilizzati in cucina e quale sarebbe meglio.

Perché usare l’olio di oliva nei dolci al posto dell’olio di semi?

La realizzazione di un dolce friabile e soffice prevede al suo intero l’uso di un grasso vegetale o di derivazione animale. Quando non è rappresentato dal burro, l’olio più comune per la preparazione è l’olio di semi vegetale, perché leggero e inodore. Alcuni affermano che l’olio di oliva, che è un frutto con la sua tipica energia, ha troppo corpo e forza per fare dolci e ne cambia pure l’aspetto finale: va meglio nelle preparazioni salate.

Può sorprendere un’altra verità: quella che concerne l’utilizzo dell’olio d’oliva al posto dell’olio di semi, per l’eccellente riuscita di dolci fragranti e genuini. L’olio d’oliva, infatti, grazie alle sue infinite proprietà benefiche, si adatta benissimo alla preparazione di molte leccornie dolci.

Digeribile, naturale e sano, l’olio d’oliva, in particolare l’olio extravergine, con le sue rinomate caratteristiche di qualità, può divenire il protagonista assoluto della ricetta, impreziosendo l’impasto di virtù salutari e aroma classico. Rispetto agli altri oli vegetali raffinati, come quello di mais, di semi di girasole o di arachidi, l’olio extravergine d’oliva svolge il suo ruolo di ingrediente principe e di alleato di benessere contro l’invecchiamento cellulare e le malattie degenerative.

Assaggiare un dolce realizzato con solo olio extravergine d’oliva, o alleggerito dalla sua presenza in una determinata percentuale, fa la differenza in termini di gusto. L’assaggio è morbido e avvolgente, e predispone ad un’esperienza sensoriale che coinvolge tutti i sensi. La poesia di aromi che emana, sia a crudo che in cottura, richiama il profumo della natura, la fragranza della macchia mediterranea e della frutta, rappresentando un valore aggiunto rispetto ai dolci preparati con oli di semi lavorati, senza particolare sapore e trasparenti.

Niente colesterolo: solo grassi buoni monoinsaturi

L’olio d’oliva, specie se di primissima qualità come quello pugliese, che alla vista si presenta fluido e corposo, dal piacevole e intenso colore verde-oro delle olive appena spremute, garantisce alle preparazioni della tradizione pasticcera sofficità, maggiore digeribilità e ottima consistenza.

Oltre ad arricchire l’impasto delle sue eccellenti proprietà benefiche (acido oleico, linoleico, caroteni e vitamina E), rendendolo sano, antiossidante e indiscutibilmente prelibato, favorisce la realizzazione di dolci fragranti più a lungo e dorati, rispetto a quelli realizzati con grassi di origine animale e oli raffinati, che, al contrario, tendono a seccare prima. Oltretutto, i dolci realizzati con l’olio extravergine d’oliva non apportano colesterolo, solo grassi buoni monoinsaturi, risultando molto più leggeri, più morbidi e gradevolmente profumati.

L’aroma classico dell’olio extravergine d’oliva, esaltato dalla scorza degli agrumi utilizzati nei composti dolci, inebria i sensi e le papille gustative. Per raggiungere questo tipo di risultati basta dosare l’olio, come puro oro colato, nelle giuste quantità, consapevoli della realizzazione di un prodotto dolciario unico nel suo genere e tradizionale, senza termini di paragone rispetto agli altri oli vegetali raffinati presenti in commercio.

L’olio di oliva resiste di più alle alte temperature

L’olio d’oliva in cucina, inoltre, resiste perfettamente alle alte temperature, garantendo risultati ottimali in termini di sicurezza alimentare, sapore e genuinità, sotto il profilo nutrizionale e salutistico. Infatti studi dimostrano che a temperatura elevata, e in presenza dell’ossigeno atmosferico, i fenomeni di ossidazione, che i grassi subiscono anche a temperatura ambiente, accelerano notevolmente il loro corso. L’intensità del processo ossidativo è proporzionale al grado di insaturazione del grasso (al suo contenuto in acidi grassi mono e polinsaturi), mentre la sua azione viene contrastata dalla presenza di sostanze antiossidanti; soltanto l’olio d’oliva reagisce in modo molto stabile all’attacco combinato dell’ossigeno e delle alte temperature.

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