Dott Francesco Garritano

Negli ultimi tempi l’olio di cocco è sempre più presente in moltissimi ambiti dell anostra vita: dalla tavola alla cosmesi, al fitness. Moltissimi sembrano essere i benefici, ma l’olio di cocco è davvero migliore dell’olio extravergine di oliva? 
Lo abbiamo chiesto al Dott. Francesco Garritano, esperto biologo e nutrizionista.

Olio di cocco e olio di oliva: chi è il migliore?

Spesso ci viene chiesto dai nostri lettori se l’olio di cocco sia davvero migliore dell’olio extravergine di oliva, è vero?

Io penso non ci sia olio migliore dell’olio extra vergine di oliva, un costituente importante della dieta mediterranea dalle innumerevoli proprietà benefiche, come dimostrato da diversi studi. Ad esempio uno studio ha dimostrato che l’olio extra vergine di oliva riduce l’incidenza delle malattie cardiovascolari e la mortalità in soggetti ad elevato rischio cardiovascolare; un altro studio ha dimostrato che i polifenoli dell’olio di oliva hanno un effetto antiproliferativo sulle cellule del cancro al colon; un altro, invece, ha dimostrato, utilizzando modelli sperimentali, che l’olio extra vergine di oliva per la sua concentrazione in polifenoli ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, infatti, l’idrossitirosolo e l’oleocantale inibiscono le ciclossigenasi (COX-1 e COX-2) responsabili della produzione di prostaglandine, mentre, invece, l’oleuropeina è uno scavenger dei radicali che blocca l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità. E questi sono solo alcuni degli studi che dimostrano gli effetti benefici dell’olio extra vergine di oliva.
Per quanto riguarda, invece, l’olio di cocco, uno studio ha dimostrato come questo olio sia in grado di aumentare i livelli di colesterolo HDL (colesterolo buono). L’acido laurico, ovvero un acido grasso saturo a media catena presente in elevate concentrazioni nell’olio di cocco, che viene facilmente assorbito e metabolizzato dal fegato, è in grado di inibire la crescita del Clostridium difficile e risulta essere anche molto utile per le persone con deficit di memoria come ad esempio le persone con morbo di Alzheimer.
Viste le proprietà benefiche di questo acido grasso saturo a media catena possiamo affermare che gli acidi grassi saturi non sono tutti dannosi per la nostra salute; i grassi dannosi per la nostra salute, sono infatti i grassi trans che si formano in seguito a processi industriali, come dimostrato da uno studio pubblicato sulla importante rivista British Medical Journal (BMJ).

Olio di cocco: quando è preferibile all’olio extravergine

Ci sono ambiti in cui è preferibile utilizzare l’olio di cocco al posto dell’olio di oliva?

Negli ultimi anni l’olio extra vergine di oliva viene utilizzato molto in cosmesi. Per questo motivo vorrei fare una riflessione, ovvero, perché non sostituire l’olio extra vergine di oliva con l’olio di cocco in cosmesi invece di fare il contrario nella nostra alimentazione? L’olio di cocco, infatti, rappresenta una valida alternativa all’olio extravergine di oliva in cosmesi, in quanto può essere utilizzato per la produzione di creme per il suo effetto emolliente ma può anche essere utilizzato sui capelli per aumentarne la luminosità. Inoltre è stato dimostrato un miglioramento della dermatite atopica, in seguito a somministrazione topica di olio di cocco.

Olio di cocco e olio di oliva: le differenze

Quali sono le principali differenze?

La principale differenza che contraddistingue l’olio extravergine di oliva e l’olio di cocco è rispettivamente la presenza di acidi grassi insaturi nel primo e la presenza di acidi grassi saturi nel secondo. Infatti se analizziamo 100 g di olio di cocco troveremo 86,8 g di acidi grassi saturi totali mentre, per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva in 100 g avremo 72,95 g di acidi grassi monoinsaturi, oltre alla presenza di acidi grassi polinsaturi e polifenoli che, come detto in precedenza, hanno un ruolo protettivo nei confronti del nostro organismo. Per la presenza di acidi grassi saturi l’olio di cocco più che essere definito un olio dovrebbe essere definito un grasso, infatti un olio viene definito tale per la presenza di acidi grassi insaturi che lo rendono liquido a temperatura ambiente, mentre, invece, un grasso viene definito tale in quanto è ricco di acidi grassi saturi che a temperatura ambiente lo rendono solido.

Olio di cocco: rischi

Quali sono i rischi se si assumono quantità elevate di olio di cocco?

Poiché nell’olio di cocco sono presenti acidi grassi insaturi, seppur in minime concentrazioni, mediante il processo di idrogenazione effettuato dalle industrie, come ho detto in precedenza, questi acidi grassi possono dar vita agli acidi grassi trans ovvero composti in grado di arrecare danno alla nostra salute, ad esempio, sono in grado di interferire con i sistemi di regolazione dei valori di colesterolo messi in atto dal nostro organismo ed aumentano, inoltre, il rischio cardiovascolare e non solo in chi li consuma.

L’olio di cocco vergine, quindi, se assunto crudo, non sembra avere effetti negativi sulla nostra salute, ma io mi chiedo, perché preferire un olio proveniente dalle zone tropicali quando possiamo acquistare un olio extra vergine di oliva di qualità e, soprattutto, prodotto in Italia le cui proprietà benefiche sono conosciute ormai da molti anni?

Dott. Francesco Garritano

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