L'Oleuropeina dell'Olio Evo frena l'Invecchiamento Cellulare
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Uno studio condotto dall’Università di Firenze, ha dimostrato come l’Oleuropeina dell’olio di oliva, contrasta l’invecchiamento delle cellule del nostro tessuto neurologico. Ne stimola la rimozione di tutto quello che è danneggiato e non è più funzionale. Uno studio che ci permette di capire come l’Olio Evo può proteggerci dall’Alzheimer e dal Parkinson. Ma oggetto di studio non è solo l’olio ma anche le sue foglie. Vediamo questa ricerca nel dettaglio!

Ormai siamo certi che la Dieta Mediterranea è considerata uno degli stili alimentari più sani e più importanti perla prevenzione di alcune malattie, solo per citarne alcuni:

  • Diabete
  • Pressione Alta
  • Invecchiamento Cellulare

Tutto ciò è possibile proprio grazie ad un ampio ricorso all’Olio Evo. Ma cosa lo rende un alimento consigliabile? La risposta è che l’olio di oliva deve i suoi benefici non ai grassi che contiene ma ai polifenoli che lo caratterizzano. Sono proprio loro che fungono da principali “principi attivi” e che apportano al nostro organismo proprietà anti-infiammatorie ed antiossidanti.
In natura esistono circa 8000 polifenoli e uno dei principali è proprio l’Oleuropeina presente nell’Olio Evo. Molto più che nell’olio, lo possiamo trovare nelle foglie d’olivo o nelle olive stesse.

Le ricerche condotte dai ricercatori dell’Università di Firenze, riguarda proprio l’oleuropeina presente nelle foglie dell’olivo. Uno studio che è arrivato alla conclusione che questi possono essere utili contro diverse malattie neuro-generative, compreso l’Alzheimer.
I ricercatori dell’Università di Firenze hanno pubblicato numerosi studi sulle proprietà benefiche dell’oleuropeina e l’ultimo lo hanno inserito sul “Journal of Alzheimer’s Desease”.

Al centro dei loro studi proprio una molecola antiossidante, un polifenolo l’oleuropeina che durante gli esperimenti si è dimostrata efficacissima.

L’Alzheimer è una delle più comuni formi di demenza senile che secondo l’OMS è destinata a colpire circa 76 milioni di individui entro il 2030. Ed è proprio di questo che parla l’articolo inserito nel Journal. Non solo l’Olio Extravergine di Oliva ma anche le foglie di olivo sono fondamentali per prevenire l’invecchiamento cellulare.

Spiega Massimo Stefani, che coordina il team di biochimici fiorentini:

“Gli animali mantengono più a lungo le loro capacità cognitive e hanno nel cervello meno placche di proteine anomale. Questa molecola, infatti, è in grado di stimolare l’autofagia cellulare”.

Cosa vuol dire?
Nello specifico, la cellula logora tutte quelle proteine che potrebbero accumularsi in modo veloce e pericoloso tanto da portare alla formazione di masse tossiche. Come le placche della proteina beta-amiloide tipiche dell’Alzheimer.
Molte sono le ricerche effettuate negli ultimi tempi e che si concentrano sull’individuare fattori che portano:
alla comparsa della malattia, alla sua diagnosi precoce, studio di marcatori, molecole che ne frenano la progressione.
L’azione protettiva di alcuni polifenoli è stata fondamentale, e tra questi abbiamo:

  • Oleuropeina presente nell’olio di oliva
  • Resveratrolo presente nel vino
  • Curcumina
  • Quercetina, nelle cipolle e nei capperi
  • Genisteina, nella soia
  • Epigallocatechin-gallato presente nel tè verde

Tutti polifenoli che possono impedire l’accumulo di proteine aggregate tossiche per la cellula responsabile del controllo delle nostre attività neurogenerative.

Ed è proprio grazie all’Oleuropeina che i biochimici fiorentini hanno rilevato risultati positivi condotti su cavie di laboratorio.
Cavie di laboratorio sono state alimentate per due mesi con l’Oleuropeina, al termine del trattamento queste cavie hanno mostrato assenza del deficit cognitivo e comportamentale manifestato dalle cavie di laboratorio non trattate.
Lo studio, conferma una precedente ricerca pubblicata su PLoS One e condotta da Stefani in collaborazione con Mario Salmona

“Lo studio fornisce una base scientifica per i noti effetti anti invecchiamento della dieta mediterranea, aprendo la prospettiva dell’uso di questa sostanza contenuta nell’olio extravergine di oliva come nutraceutico – sottolinea Stefani – nel trattamento preventivo a lungo termine dei danni neurologici legati all’invecchiamento e in particolare al morbo di Alzheimer senile, una patologia di crescente diffusione per la quale non esiste ancora una terapia efficace e che pone gravi problemi sociali e di sostenibilità per i sistemi sanitari in tutto il mondo industrializzato”

Una ricerca fondamentale ed importantissima è questa condotto dall’Università di Firenze. Leggi attentamente e raccontaci cosa ne pensi!

A cura di Anna Angeloro.
Appassionata di scrittura, laureata in lettere e beni culturali.

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